Mar 03, 2008

Sfatiamo un mito: nome e logo non fanno un brand...ma sicuramente aiutano!

Branding Lesson #1: un brand non è un nome e non è un logo

Ok, quindi state dicendo che Nike e il suo bel logo non sono un brand?

Sì, è esattamente così, il brand è il feeling che quell'azienda e i suoi prodotti trasmette alle persone.

Ma dai....

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(this fantastic photo is by
MLeak)

Se cambi brand, cambi feeling.
Il feeling che ti trasmette Nike non può essere legato solo al suo logo. Così come il feeling che ti trasmette una persona non è semplicemente legato al suo nome!

Ma, nome e logo aiutano...

Sono un TAG, un'etichetta, uno strumento semplice con cui il nostro cervello può marcare una sensazione, un'esperienza.

Sono un buon modo per ricordare e richiamare dalla nostra memoria un brand.

Sono il miglior contenitore su cui impilare emozioni ed esperienze legate ad un prodotto o ad un'azienda

Molti brands sono famosi anche per nomi e loghi assolutamente azzeccati. Dobbiamo pensare prima a che tipo di sensazioni siamo in grado di trasmettere, un brand si basa in gran parte sulla costruzione di fiducia, non possiamo deludere, poi dobbiamo pensare a un nome ed un logo che siano in grado di ricordarle!

Qui sotto trovate 4 classici errori che io considero fatali nel decidere un nome o un logo:

1. EXPLANDING è la somma di explanation e branding. Se pensi di utilizzare un nome o un logo inserendovi qualcosa che descriva la tua azienda o i suoi fattori di successo, 9 su 10 ti cacci nei problemi. Logo e nome devono lavorare sull'immaginazione, sul lato destro del cervello, non sulla razionalità, devono far ricordare una sensazione, non descriverti qualcosa!

2. LOCALIZATION non è importante se lavori in una società da 10'000 dependenti o sei da solo, se pensi ad un brand non pensarlo mai localmente e basta, cerca di capire cosa significa in altre lingue, a cosa è associato. Come primo strumento usa Google, ti permette di capire al volo se sei sulla strada buona e se stai pensando a qualcosa di comune o unico.

3. TASTEDING la classica cosa che succede quando imprenditori e manager pensano ad un nome o ad un logo è quella di basarsi troppo sui propri gusti, bisogna guardare l'efficacia su chi non è coinvolto nel processo di creazione, non se piace o non piace a se stessi...

4. FOLLOWERMANIA Ci sono un miliardo di nomi in giro, dovete cercare di essere unici, sempre.
Qualche volta mi è capitato di vedere qualcuno ispirarsi a brand famosi, storpiandoli o semplicemente ricordandoli nel proprio nuovo nome.
E' un modo classico per lavorare sulla memorabilità (awareness hacking) del nome o del logo. Così chi lo sente per la prima volta spesso dice: "...già sentito da qualche parte, mi suona familiare".
Ok, avete forzato la visibilità del vostro nuovo nome, ma RICORDATEVI sempre che non stanno parlando di voi, stanno parlando di esperienze di altri, di sensazioni di altri, di valori di altri...devono parlare di voi, ecco perchè dovete essere unici!

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Feb 08, 2008

Si possono avere brand emozionali nel B2B? Il caso IVECO - All Blacks Team

Ieri ho incontrato a Milano Alessandro Cicchetti - Marketing Managing Director worldwide in Iveco.

sono rimasto veramente affascinato dalle sue parole e dalla case-history di Iveco-All Blacks.

Credo che Antonio e il suo team di lavoro abbiano fatto un lavoro fantastico e scrivo questo post, oltre che per ringraziarlo per la piacevole serata, per raccontarvi qualche mia considerazione su come questa strategia di sponsorizzazione con gli All Blacks sia stata veramente efficace.

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I valori del brand desiderati dal marketing team IVECO sono:

PERFORMANCE
COMMITMENT
RELIABILITY
TEAM SPIRIT

Valori praticamente identici a quelli del team All Blaks, un brand nella top5 degli sport brand al mondo. Ecco perchè questa sponsorizzazione è stata una strategia davvero vincente.

“Iveco and All Blacks: Built the Same Way” è stato il payoff di questo "matrimonio" e non è ne più ne meno che la realtà!

Nel settore dei mezzi pesanti si è sempre comunicato il prodotto con un approccio razionale. E' sempre e comunque un settore B2B e come tale da anni molto diverso in quanto a scelte di marketing rispetto al mercato di consumo dell'automotive.

Nel B2B da anni ci si è sempre basati su caratteristiche di prodotto, performances, insomma, sulla parte sinistra del cervello, quella razionale

.

Nei mercati iper-competitivi di oggi il prodotto non basta più, il consumatore deve "sentire" qualcosa di più, ci vuole l'immagine.

...ma è veramente difficile ottenere qualcosa del genere su un brand che da sempre è posizionato su set di valori razionali e tangibili.

Iveco e Alessandro hanno dimostrato che ciò è possibile, con gli All Blacks hanno fatto la scelta giusta e hanno trovato quell'idea geniale, tale da catalizzare il processo di posizionamento del brand verso un nuovo "feeling" con il consumatore.

Eventi azzeccati e comunicazione emozionale (come lo spot qui sotto) hanno fatto il resto.

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Feb 06, 2008

Strategie di pricing: Come posso fare soldi offrendo servizi/prodotti gratuiti?

Un post geniale di Kevin Kelly sul web e sull'esplosione del freeware.

Come dice Kevin Internet è una copy machine, qualsiasi cosa è copiata, riprodotta, modificata (questo mio post ne è un esempio). Il web è un fiume di copie in piena, la tecnologia non fa altro che renderlo sempre più grande e forte.

La nostra economia è ormai basata sui media digitali (non saprei veramente lavorare senza!), miliardi di miliardi di bit online e con essi un universo di copie, di riproduzioni, di rielaborazioni. Ormai gran parte di queste opere (pensate ai software, ma anche ai servizi online di qualsiasi tipo) non sono più semplicemente a basso costo, sono free!

Come posso fare soldi se i miei migliori lavori, i miei documenti più cari, i miei prodotti, i miei servizi sono copiati, riprodotti e sono gratis!

Come posso competere?

..In breve: Come posso fare soldi offrendo servizi/prodotti gratuti?

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Se ciò che è copiabile è free, devi studiare qualcosa che non sia copiabile o che perlomeno non abbia senso copiare

Kevin
identifica 8 categorie di valori intangibili che associati ad un prodotto o ad un servizio danno un valore aggiunto per cui vale la pena pagare e che per estrazione è difficilmente copiabile: (lascio i nomi originali)

Immediacy - più veloce il vostra Cliente può ottenere un servizio o un prodotto e più può pensare di pagare (pensate alle informazioni commerciali, se volete un'informazione fresca la pagate, se vi basta un' informazione di qualche tempo fa potete averla gratis)

Personalization - più personalizzate, più interesse ha per il vostro Cliente, meno per una copia

Interpretation - i dati possono essere gratuiti, l'analisi e l'interpretazione no

Authenticity - acquistare l'originale, se si sa dimostrare che lo è, è sempre un valore aggiunto

Accessibility - accedere a qualcosa ovunque e quando si vuole è qualcosa per cui può valere la pena pagare

Embodiment - potete offrire la copia digitale di un libro gratis, ma la versione stampata con copertina rigida a pagamento

Patronage - potete chiedere una donazione per voi che siete gli autori, il prodotto è gratuito, ma il fatto che lo proponiate voi che ne siete gli autori è qualcosa per cui può esserci un valore aggiunto pagabile

Findability - il prodotto può essere gratuito, ma il servizio per trovare quello adatto per il consumatore può essere un valore aggiunto pagabile

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Feb 04, 2008

Perchè twitter? 4 motivi forti per una droga

La prima volta che ho visto twitter, ho detto (giuro): "ma perchè mai dovrei dire cosa sto facendo?"

...qualche settimana dopo...

"Ok, non ho ancora ben capito perchè tutta sta gente twittera, ma meglio starci lontano, ha tutta l'aria di una droga"

..."non ci cascare anche stavolta, hai già poco tempo, frena la tua voglia da gadgetaro.."

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...3 giorni dopo...

Ero su twitter e ora lo amo.

Perchè? 4 motivi forti:

  1. E' un modo FACILE di conversare, è un pò come con gli SMS, puoi scrivere quello che ti passa per la mente, ma qui li vede un sacco di gente in più
  2. Non c'è REASON WHY, non c'è un modo corretto per usare twitter, puoi scrivere ciò che stai facendo, quello che vedi, puoi postare un link, documentare un evento in diretta, esprimere un pensiero (magari troppo short per un post sul blog)...
  3. Puoi usarlo OVUNQUE (mobile, web, PC) e QUANDO VUOI
  4. NON E' INTRUSIVO. Puoi seguire i tuoi amici e conoscerne una montagna di nuovi senza stressarti la vita, quando vuoi e se lo vuoi

Ci sono un sacco di cose che ho visto fare su twitter. Anche interessanti...

Stasera c'è il Superbowl, un grande evento per l'advertising in US. Le pubbicità sono così importanti che esperti e media ci scrivono come se fosse la critica alla prima di un film.

Dalle 24:00 sarà possibile dare il proprio voto (e vedere quello degli altri) agli spot in real time tramite Twitter qui.

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Feb 03, 2008

Pump marketing: ora google maps è anche dal benzinaio (in US almeno)

E' veramente l'era della convergenza.

All in all, questo è il payoff dei produttori di elettronica di consumo e dai colossi del web.

Puoi avere la TV nel cellulare, google maps sul palmare, sul cellulare e da fine 2007 (almeno in US) sulla pompa di benzina!

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In migliaia di stazioni di benzina Gilbarco in US puoi trovare un mediacenter nella pompa di benzina. Puoi cercare negosi o attivtà con Google local search (stile pagine gialle per capirsi), puoi usare google maps per trovare una via o capire dove diavolo sei finito

Ok, un'idea carina, un'alternativa a chiedere indicazioni al tipo del benzianio. Ma funziona veramente?

Se in Google sono convinti di aver trovato un nuovo terreno di gioco, ossia un nuovo device di consumo per i propri servizi, io non ne sarei così certo

Ok, ci puoi fare dell'advertising localizzato e contestuale (sanno dove sei e cosa stai facendo), ma funziona?

A mio avviso alla Gilbarco e da Google si stanno dimenticando di un paio di cose:

  • + tempo a giocare con la pompa (non ridano i più maliziosi) = + coda = - servizio = - clienti = - benzina venduta
  • il fatto di mettere un totem con i servizi web (e con anche Google) può essere una bella idea, ma perchè metterlo nella pompa?
  • tutte le auto nuove hanno ormai un GPS e alla Domenica (come oggi) qui la gente ci si ammazza per comprarsi il GPS anche se ha un'auto che è ormai un cadavere, insomma è un must have

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Jan 31, 2008

Comunicazione a caso e per caso

Sia ben chiaro a me personalmente tutto il discorso sulla privacy, le mail che non possono essere spedite, double opt-in, cazzi e mazzi per scrivere anche a tua sorella, non mi è mai piaciuto un gran che.

Ho sempre pensato che se tutti spedissero cose targetizzate e un pò più pensate, ossia non a caso, forse si potrebbe anche cambiarle un pò queste regole.

Certo che quando ricevi email come questa (mi è arrivata oggi):

Ciao,
La nostra società desidera offrire la seguente posizione: Assistant Manager.

Questo è a tempo parziale, a casa a base di posizione. Non devi denaro e non speciale competenze per iniziare. Questo lavoro richiede solo poche ore durante la settimana ed è disponibili su tutto il territorio del suo paese. Puoi facilmente combinare con il tuo principale occupazione.

Se siete interessati e volete saperne di più sulla nostra società e la posizione offerte, si prega di me una goccia di linea: xxxxx@xxxxxxx.it

Grazie.

Hanno un bel giorno.

Cominci a pensare che non ci sia speranza...

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Jan 25, 2008

Mashup fra diversi servizi web alla portata di tutti: Intel MashMaker

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Badge

A parte il fatto che Intel è di per se un'azienda straordinaria e ha sempre saputo fare un marketing straordinario, lavorando per il mercato più che con il mercato, un lavoro da seconda linea, per supportare produttori e distributori hw e sw al meglio.

Ma la scelta piuttosto recente di aggregare una community dedicata allo sviluppo software mi ha stupito e la trovo un'idea fantastica.

E ancor più il fatto di brandizzare veri e propri tool sviluppati dalla community, come MashMaker, una toolbar attualmente solo per Firefox con cui è possibile miscelare alla pagina che si sta visualizzando una serie di risultati provenienti da altre pagine o da altri servizi.

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Hard marketing: "tira + un ..... di un carro di buoi"

Ok, signori, mandate un'altra volta a letto i bambini.

Perchè alla Scruffs Hardwears per lanciare la collezione di abbigliamento ci sono andati pesanti altro che Rocco Siffredi e la patatina...

...in molti considerano lo spot di cattivo gusto, sicuramente hanno un pò "esasperato" il concetto, ma a me fa ridere! Un pò alla Quentin Tarantino...e la musica la trovo azzeccatissima!

[via OneMarketing]

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Direct Mailing: martello e scalpello

Non c'è dubbio che il direct mailing per funzionare debba essere "sorpredente", tu, io e persino i postini non ne possono più di leaflet e grandi offerte.

Bisogna essere originali per farsi notare nel chiasso dell'overloading pubblicitario...

Sciences Naturelles  2

Certo che l'idea del Musée des Sciences Naturelles de Belgique di inviare un mattone con martello e scalpello per recuperare un invito esclusivo mi sembra un pò esasperata,...

... soprattutto per il postino, pensa se i leaflet si trasformassero tutti in mattoni, dovrebbe abbandonare lo scooter per uno Scania!

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Jan 23, 2008

Concept store: dalla teoria alla pratica [La mia risposta ad una email]

V.  mi scrive via email (un pò di) tempo fa, ha intenzione di aprire un punto vendita dedicato al mondo street/surf, boardsport etc...una roba figa insomma...

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Ma lo vuole fare in maniera particolare, facendo un mashup di più concetti, di più idee, coinvolgendo in maniera interattiva i 5 sensi del consumatore,  quello che oggi viene definito come un "Concept store".

Mi ha rincorso un pò, ma alla fine una risposta gliela do, pubblica, su questo post, così se anche tu vuoi dare la tua opinione, puoi farlo nei commenti.

La sua idea è legata ad un locale piccolo, attualmente una cafetteria con un piccolo ristorante, di cui V. vuole sostanzialmente rivoluzionarne l'identità creando un territorio di aggregazione in cui si miscelano tre luoghi di ritrovo/consumo: ristorante, negozio, circolo.

Una gran bella idea, a parer mio, soprattutto perchè pensata in una nota località europea sempre piena di surfisti.

Al di là dell'idea, è un buon business? La teoria può trasformarsi in pratica?

I "concept store" che ho visto io in questi ultimi anni sono in genere grandi investimenti, sono l'unione di più luoghi di consumo (negozio, ristorante, bar, bistrot,...), niente di più.
Al di la della sorpresa iniziale nel trovare luoghi abitualmente separati insieme, non credo si basino su un'interpretazione concettuale di un determinato stile di vita, anche perchè come più volte ho detto in passato ormai non esistono più modelli a cui ispirarsi, ognuno crea il proprio patchwork ispirandosi a una serie infinita di fonti. Ognuno è stilista di se stesso.

Il concept store vero, quello che vorrebbe fare V., è un altro, è un luogo in cui devi "sentire" qualcosa in più, non devi solo "consumare", è un luogo i cui il surfer deve sentirsi da Dio. Io me lo immagino come qualcosa di molto pratico, un posto in cui sia naturale andarci dopo il surf, perchè comodo, utile, confortevole, una naturale estensione dell'onda e della spiaggia, questa è la cosa importante.

e veramente lo store su una dimensione concettuale.

Non è importante che ci sia il mashup tra negozio, ristorante, bar, non è importante che sia figo (e magari artefatto) la cosa importante è che ci si senta ancora su un surf senza esserlo. E' questo il mashup da fare. Non deve imitare quelle sensazioni, deve ricordarle.

Non servono investimenti enormi, non servono grandi spazi.

PoporoyaTi faccio un esempio, Milano è ormai piena di ristoranti giapponesi, ce ne sono di tutti i gusti, da quelli superfighi con bar, tatami, wenge...etc agli ex-cinesi.
Nessuno di questi è in grado di farti sentire veramente in giappone, sono luoghi spesso eccellenti, ma non ricordano il giappone, magari sono mashup di più luoghi di consumo, ma per me non sono definibili concept store.

L'unico vero concept store che ho visto, è un posto "sfigato" dal nome Poporoya (V. vai a farci una mangiata, anzi sai che ti dico, se capiti a Milano, offro io!), due vetrine in via Eustachi 17, un negozietto e 5 tavolini formato giapponese (nel senso che se sei alto più di 1,5 non ci stai), quello è l'unico concept store vero che io abbia conosciuto, ti sembra veramente che fuori da quelle vetrine non ci sia Milano, te lo ricorda veramente il Giappone, non lo imita!

Detto ciò V. mi chiede come lo lancerei un locale del genere, lei ha in mente cose del tipo sticker, guerrilla mktg, etc... Io non sono d'accordo sono troppo comuni, in quei posti ormai ci sono 100 sticker ogni palo, farei qualcosa su web, qualcosa che no centra una mazza con il locale, ma sia la base per il suo lancio. Ecco la mia idea:

  1. Apro un blog in cui inizio a scrivere di surf e di cose fantastiche che si possono fare la dove voglio aprire il locale, informazioni per chi non c'è mai stato, feedback di chi se ne è innamorato
  2. Coinvolgo tutti quelli che conosco, che amano quel posto e vogliono scrivere qualcosa, su spiagge nuove, onde, novità di prodotto,...etc (consiglio l'inglese, l'italiano limiterebbe molto il target)
  3. Inserisco tutte le mie idee sul locale, le foto di come lo vorrei...etc. Chiunque potrà inserire la sua opinione,  foto, schizzi, immagini...etc
  4. Decido ogni aspetto del locale, compreso il nome con i lettori del blog
  5. Brandizzo il blog con il nome del locale, mantenendo però anche il dominio vecchio

Quando comincio ad avere una buona influenza e un buon numero di accessi, allora mi metto a lavorare sul locale.
Documento tutto su web e continuo a sviluppare con l'aiuto di amici e co-blogger contenuti e idee sul surf e su quel posto magico...

Quando il locale sarà concluso, ci saranno talmente tanti link su google a post e immagini, che appena qualcuno cercherà qualcosa su quella località e sulle sue onde, non potrà far altro che entrare in contatto con il blog e il suo mondo.

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